La situazione qui sta diventando assurda.
Premetto che intervengo non per salvaguardare la mia reputazione (cosa di cui non mi frega più, dato che mi sono ritirato a causa di un esaurimento nervoso dovuto a situazioni come queste), ma per farvi capire come vanno veramente le cose e cosa c’è dietro alcune vendette personali diffamatorie, portate avanti da alcuni personaggi che usano canali come questi per raccontare storie senza senso con il semplice scopo di danneggiare le persone.
Tralasciamo un secondo il signor Edoardo Pucci, farmacista iscritto all’albo e titolare della farmacia Parafarmacia Medical Dott. Edoardo Pucci e Dr.ssa Caterina Mormandi | Trebisacce | Facebook, che dopo un anno in cui ci eravamo sentiti e avevamo risolto, da inizio 2025 usa profili fake per diffamarmi, dandomi del truffatore ovunque e via dicendo. Da come scrive, il personaggio si inquadra da solo.
Ora rimaniamo sul signor Fierro e sulle diffamazioni che ha scritto in questi commenti tra ieri e oggi. Adesso vi dico come sono andate le cose e poi commentiamo insieme il suo modo di comunicare, tipo “Se altri si trovano nella stessa situazione li invito a dire la verità e a non avere paura”, verità che il sig. Fierro ha del tutto manipolato a suo piacere.
Parto dalle diffamazioni lampanti, poi vado a sviscerare ogni cosa che ha scritto e vi racconto veramente come è andata.
Non si sta parlando di avere una garanzia sui profitti, si sta parlando di un contratto dove ho pagato per dei servizi che non mi sono stati erogati, oltre che, ovviamente, della scelta di un prodotto che si è rivelato fallimentare e per il quale da subito mi ero opposto, ma hanno fatto di testa loro, essendo DONE FOR YOU.
Ho pagato Simone Reali Lean Sales per usufruire di una serie di servizi… mi sono stati erogati? La risposta è no…
In realtà, come vi dimostro tra pochissimo, i servizi sono stati erogati e semplicemente il signor Fierro sta dichiarando l’opposto per suo comodo. Partiamo.
- Da contratto avrebbero dovuto registrare il MARCHIO e non lo hanno fatto.
Falso, falso e ancora falso. Nel contratto, che ho anche inviato a Germano in privato, non c’è scritto da nessuna parte, in nessun modo, che il marchio venga registrato. Il marchio viene registrato o su richiesta o in un secondo momento, da sempre. Così abbiamo lavorato noi. Qualcuno può opinare, ma la cosa importante sono le falsità dette.
- Avrebbero dovuto crearmi le immagini per i contenuti AMAZON+ e caricarle nello store, e non lo hanno fatto.
Falso, le immagini esistono e le metto in allegato. Si possono mettere su Amazon solo con prodotti con marchio registrato.
- Avrebbero dovuto fare il video per il mio prodotto e non lo hanno fatto.
Falso, video in allegato.
- Mancano sulla scatola importanti informazioni che l’importatore, in questo caso una società italiana che collabora con SIMONE REALI e si chiama FERMAS, avrebbe dovuto far inserire sulla scatola.
Anche questo, falso.
Qui riporto la risposta della FER.MAS:
Il prodotto DFY è stato importato tramite FER.MAS S.r.l., con cui il sig. Fierro ha sottoscritto un contratto diretto. La merce è stata sdoganata, come da bolla ADM 202503121604510004, recante “VM – Verifica Merce”, che indica un controllo fisico effettuato dalla Dogana italiana. Tale verifica certifica la conformità sostanziale e documentale del prodotto alle normative europee. Nessun rilascio sarebbe stato autorizzato in caso di non conformità.
FER.MAS ha confermato:
● Il possesso della documentazione tecnica e delle certificazioni.
● La piena conformità del prodotto.
Il rilascio della merce certifica la sua conformità alle normative europee. Qualsiasi alterazione, rimozione o manomissione successiva dell’etichettatura è da attribuire unicamente al cliente, come previsto anche all’art. 7.4 delle Condizioni Generali FER.MAS.
- Accessi Seller Central
Durante le fasi iniziali del progetto DFY, il sig. Fierro ha espresso dubbi nel fornire l’accesso amministratore al proprio Seller Central. È stato chiarito in call che non eravamo obbligati contrattualmente a gestire il prodotto e che l’operatività richiedeva credenziali adeguate. Gli è stato proposto, in alternativa, di gestire autonomamente il progetto. Il sig. Fierro ha poi fornito volontariamente l’accesso, accettando i requisiti tecnici per l’avvio delle attività.
Specifico che non potevamo inserire utenti secondari per il semplice motivo che, se un utente secondario ha troppi account, gli bloccano l’account da utente secondario. Non esiste nessun nostro cliente che abbia avuto correlazione perché gli siamo entrati nell’account.
- Ho chiesto il rimborso di tutto in quanto non hanno adempiuto a quelli che erano gli accordi e mi è arrivata una PEC di diffida…
E qui andiamo al nocciolo della questione: il signor Fierro era conscio di aver intrapreso un’attività imprenditoriale con i propri rischi, tanto che nel suo contratto, che si dimentica di leggere prima di scrivere diffamazioni, c’è una clausola di non responsabilità grossa come una casa (più tardi farò un mea culpa per la questione prodotto che non ha performato). Il signor Fierro non ha chiesto semplicemente il rimborso, ma ha minacciato in chat di andare alla Guardia di Finanza, chiamare Le Iene, Striscia la Notizia e scrivere su Fufflix se non gli avessimo restituito i soldi, soldi che abbiamo investito anche noi per cercare di far andare bene il progetto.
Momento mea culpa: prima di continuare, nel programma Done For You abbiamo tanti prodotti che stanno andando bene e tanti prodotti che stanno andando male. I prodotti che stanno andando male, che arrivano dall’anno scorso, sono imputabili per la maggior parte alla questione della guerra del canale di Suez.
Questo ha fatto sì che, purtroppo, i prodotti siano stati ritardati molto, andando a perdere le analisi fatte tra inizio e lancio effettivo del prodotto. I tempi si sono allungati tanto e anche noi, per mantenere la struttura, abbiamo perso molti soldi. Avremmo potuto gestirla meglio? Forse.
Avremmo potuto importare via aerea o terra più velocemente, ma i margini sarebbero stati bassissimi e allora ci avrebbero imputato quel problema. Il nostro spedizioniere ha prodotto numerose documentazioni che spiegano i problemi delle navi. In nessun modo siamo responsabili di questi ritardi e la cosa è dimostrabile.
Ho acquistato il corso “Come vendere su Amazon” di Simone Reali circa 2 anni e mezzo fa.
Nel suo insieme questo corso non era strutturato benissimo e le slide facevano riferimento all’anno 2018. (Primo campanello d’allarme che mi era suonato e che in quel momento non avevo ascoltato).
Falso come guida, altra frase scritta per screditare. Del 2018 saranno stati al massimo due video iniziali, il corso lo abbiamo aggiornato di anno in anno, due anni e mezzo fa lo abbiamo aggiornato, e poi tutti gli anni. Questa virgola del corso è stata un colpo solo per mettermi in cattiva luce.
Poi una delle mie parti preferite: quella in cui dà la colpa agli account manager per il fallimento del prodotto.
Durante la gestione (extra contrattuale), il primo mese è stato impiegato per l’analisi dell’account e la pianificazione strategica. Abbiamo condiviso con il cliente un cambio di strategia pubblicitaria, passando dalla piattaforma Scale Insight a una gestione manuale delle campagne, opzione discussa in call e accettata. Il prodotto ha generato margini positivi per tutta la durata dell’intervento.
Le difficoltà denunciate dal sig. Fierro sono insorte dopo la conclusione della nostra gestione, quando il cliente ha ripreso il controllo diretto dell’account. Le seguenti criticità, ammesse dallo stesso in più conversazioni WhatsApp, non sono in alcun modo imputabili al nostro intervento:
● Ripetuti out of stock tra settembre e ottobre 2024, dovuti a ritardi di approvvigionamento e invio da parte del cliente.
● Aumento dei costi PPC e calo di performance causati da indisponibilità del prodotto a catalogo.
● Difficoltà nel mantenere la gestione autonoma, nonostante i consigli ricevuti durante e dopo la consulenza.
In diverse conversazioni, il cliente ha confermato che:
“Quando gestivi tu avevo ACOS più basso e vendite più alte”,
“Settembre è andato male per colpa del fuori stock”,
“Il problema è iniziato dopo la vostra gestione”.
Queste affermazioni, insieme ai dati ufficiali ZonWizard, smentiscono ogni accusa secondo cui la nostra attività avrebbe “affossato” il prodotto.
Tutto dimostrabile, produrremo la documentazioni per le sedi opportune e se qualcuno vuole vederla anche qui
Il sig. Fierro è già stato diffidato sia da noi, dopo la minaccia di mettere recensioni negative ovunque se non riavesse i suoi soldi, sia dalla società di importazione. Ovviamente questo è l’unico commento che lascio qui e il confronto continuerà nelle aule di tribunale, perché una narrazione del genere non è possibile: non si può manipolare la realtà con lo scopo di far passare una persona come truffatrice.
Ora parliamo di alcune frasi scritte dal signor Fierro nei commenti, così da analizzarle insieme e capire meglio cosa c’è dietro.
Il signor Fierro scrive: “Se altri si trovano nella stessa situazione, li invito a dire la verità e a non avere paura.”
Questa “verità” che il signor Fierro invita a dire è stata completamente manipolata a suo piacere, distorcendo fatti e circostanze per creare una narrazione che lo favorisca.
Io non sto qui a negare che il prodotto non abbia avuto problemi o che tutto sia andato perfettamente, ma quello che voglio far capire è che dietro a queste accuse ci sono vendette personali e diffamazioni che non corrispondono al vero.
In conclusione, il signor Fierro non ha subito un danno ingiusto da parte nostra: il prodotto, pur con tutte le difficoltà, ha avuto una gestione e un percorso che sono documentati e tracciabili. Le critiche mosse spesso si basano su incomprensioni, scelte personali e aspettative non realistiche, non su un presunto raggiro o frode.
Questa vicenda è diventata un attacco personale volto solo a danneggiare la reputazione, senza voler entrare realmente nel merito di quanto accaduto.
Se non avessi perduto tutta la giornata a produrre questo commento, la narrazione sarebbe stata solo ed esclusivamente la sua, e io sarei passato per un truffatore.
Ora veniamo al simpaticissimo Edoardo Pucci, da come scrive ovviamente avrete già individuato il personaggio.
L’anno scorso ha firmato il contratto Done For You e in data 19/02 gli è stato presentato il prodotto da lanciare, ovvero un integratore con cardo mariano e tarassaco.
Abbiamo deciso di offrirgli di sviluppare un integratore perché il fenomeno ha una parafarmacia ed è un farmacista iscritto all’albo, poteva usare la sua immagine nelle foto e sviluppare un brand legato alla sua persona, avrebbe potuto anche vendere tale integratore in private label nel suo shop; il progetto era promettente.
Specifico che ha firmato il contratto, nel contratto c’era la clausola di non responsabilità, e in tale contratto era scritto tutto ciò che c’era.
Ovviamente, il prodotto avrebbe dovuto comprarlo a parte e lanciarlo, ma la cosa è chiara per tutti.
Io non so questa persona in che pianeta vive e che viaggi si è fatto (basta vedere come scrive e sentire ciò che vi racconto dopo).
Morale della favola: chiede rimborso, minaccia e via dicendo. Allora, l’estate scorsa lo chiamo personalmente, anche visto che il progetto era di mio interesse, e lo sprono a partire, ma lui mi dice di avere problemi e di non voler continuare al momento.
Allora gli dico di prendersi tutto il tempo che voleva, che il contratto era sempre valido e che avremmo potuto lanciare il suo integratore collegandolo alla sua persona di farmacista, potenziando il marketing e piazzando anche tale integratore nel suo negozio.
Gli ho anche proposto di mandargli il conto vendita da lui di un integratore antihangover per tirare su un po’ di soldini e sviluppare insieme il progetto.
Lui era tutto contento e vi posso garantire che la chiamata si è chiusa nel migliore dei modi, con lui contento e dicendo che non c’era problema.
All’inizio di quest’anno abbiamo notato un account fake scrivere le stesse cose ovunque, e per mesi ci siamo interrogati su chi fosse senza capire.
Fino a che un giorno il fenomeno lascia il suo profilo TikTok su un altro forum e allora lo contatto dicendo di smetterla (non mi ricordavo fosse il farmacista con cui avevo parlato l’estate prima, non ne avevo idea, pensavo si sarebbe fatto sentire in termini pacifici per andare avanti).
Lui nega fino alla morte di essere lui e dice che è fuori dal mondo delle recensioni.
Poi inizia qua, ovviamente come potete capire lui è molto sveglio, ho creato un account fake e gli ho scritto in privato qui per capire chi fosse, indovina un po’: Edoardo Pucci.
Lui non è che ha buttato 12 mila euro, neanche è andato avanti, neanche ci ha provato e continua a perseguitarci ovunque dietro account fake.
Ovviamente anche con lui stiamo agendo per vie legali e visto che ci ha dato dei truffatori e continua a dire che i nostri corsi sono una merda e via dicendo, abbiamo sufficiente materiale per andare fino in fondo con successo.
Tra l’altro, la mia domanda per il signor Pucci e per gli esperti è: ma un farmacista iscritto all’albo può permettersi di tenere questi comportamenti sui social, per il decoro del proprio ordine? Non è che qualcuno gli può tirare le orecchie, lo scopriremo..
CONCLUSIONE
Io non sono più sul mercato e ogni giorno che passa sono sempre più esaurito. Questo è diventato un mercato dove non solo i guru sono in cattiva fede, ma anche i clienti, come potete vedere.
Ci sto rimettendo di salute e ho a che fare con alcuni clienti come questi due, che stanno diffamandomi e facendo cose alle mie spalle con lo scopo di danneggiarmi.
L’errore è stato legare tutta Lean Sales alla mia faccia, questo ha generato odio nei confronti di una persona singola e ha unito alcune menti diaboliche (vedi Pucci e Fierro) semplicemente contro la mia persona, senza pensare che Lean Sales è una community dove hanno lavorato moltissime persone cercando di dare il massimo per fare qualcosa di buono.
Non sono mai stato in cattiva fede e, tornassi indietro, avrei fatto certe cose in maniera diversa. A livello di delivery e legale non si può recriminare niente né a me né ai miei partner: qualsiasi cosa è stata rispettata.
Abbiamo innumerevoli casi di successo documentabili e, purtroppo, nell’ultimo anno, a causa di ritardi, abbiamo accumulato anche casi di insuccesso. Alcune volte ci siamo accordati con i clienti, altre, come in questo caso, è stato impossibile.
Per quanto mi riguarda, non riesco più a continuare perché la cosa è diventata estremamente pesante e combattere con queste situazioni 24 ore al giorno mi sta togliendo la salute. Quindi delivererò ciò che devo deliverare e basta.
Non sono più in grado di andare avanti, non riesco più ad avere spazio durante il giorno per pensare a strategie ed esprimere creatività perché ogni giorno devo pensare a combattere con la gente che dice cazzate sul mio conto.
Reputo l’ultimo anno di Lean Sales un fallimento personale a livello imprenditoriale; una parte è stata sicuramente colpa mia, che avrei potuto gestire alcune situazioni in maniera migliore.
Ma da una parte le persone hanno una cattiveria infinita e chiaramente adesso sposteremo questa tipologia di confronti in sedi legali.