Alex Theory - Dalle Gallette all’Infobusiness?

Ed ecco qua che, girovagando sull’Instagram, mi appare un Ads alquanto singolare: è lui, il maestro assoluto delle gallette. Alex Theory.

Solo che questa volta non si parla di gallette, e neanche di palestra…

Si parla di successo.

Il video presenta diversi claim, più o meno interessanti, più o meno… gureschi (?)

  • Parte dicendo che questo video è dedicato a chi vuole cambiare la propria vita ed uscire dalla mediocrità, condito da circa una decina di “c@zzo” detti nell’arco di 2 miniti cronometrati (insomma, iniziamo bene…)

  • Da qui in poi ci pone le 2 possibilità che la vita ci offre per tentare la scalata verso il successo: Fuffaguru e Università

  • I prossimi minuti sono appunto dedicati per descrivere il fenomeno dei fuffaguru, criticando la spietatezza di questi personaggi e ribadendo più volte che la loro :poop: non può funzionare, e che i loro corsi non potranno mai portarti al successo (e fin qua, nulla piove)

  • Appurata l’inutilità totale dei fuffas, analizza la 2a opportunità: l’Università.
    Qui ci dice che se vogliamo fare un mestiere come il medico/avvocato/ingegnere è necessario studiare duro e laurearsi il prima possibile.
    Spiega poi che l’Università difficilmente ti renderà milionario da neolaureato, e per questo non ti permetterà di raggiungere il successo tanto desiderato (ed effettivamente ha ragione, se vogliamo avere alte possibilità di diventare milionari sia i fuffaguru che l’università sono strade a bassa probabilità di successo, seppur la 2a sia infinitamente meglio della 1a)

  • Continua dicendo che se vogliamo il successo dobbiamo perseverare, sbagliare e tirare il dado fino a che esce 6, fino a che otteniamo il successo, senza arrenderci mai e poi mai (e anche qua, “sì”, effettivamente ha ragione)

  • Da qua in poi partono dei claim da fuffaguru, affermando che il posto fisso a 4.000€ netti al mese è la “morte dell’ambizione”, seppur i migliori dirigenti italiani riescono a malapena a sfiorare queste cifre (insomma, puntare alla Luna è da sfigati, minimo devi puntare alle Stelle)

  • Poi parte un flex totale sulle sue aziende, facendo notare che nessun ricco noto utilizza i metodi di guadagno “clicca clicca”, ma hanno aziende vere e strutturate come le sue (ed effettivamente è vero, lui è un imprenditore a tutti gli effetti a differenza di alcuni soggetti che si proclamano tali)

  • Conclude con una “call to action” per iscriversi al suo webinar con una landing in pieno stile fuffaguru con copy palesemente persuasivo

Ora, io personalmente non me la sono sentita di metterlo fra i “fake-guru” perché non so ancora cosa ci riserva, e cosa ci venderà dopo il webinar.

Il punto è che la struttura, il funnel, il copy, i claim… sono troppo, ma troppo simili a quelli di un venditore di videocorsi.

Magari crea veramente un corso di valore su come aprire una VERA azienda, parlando di fiscalità, di come gestire collaboratori, quali contratti usare per risparmiare tasse (es. Apprendistato), come contattare e gestire i fornitori, i clienti… dove posizionare la sede fisica e perché…

Insomma, se fa un corso che poi mi permette di partire col piede giusto per aprire una pizzeria, una paninoteca, dandomi la conoscenza per fare scelte intelligenti senza improvvisare a fare l’imprenditore… potrebbe essere un corso anche interessante.

Ma dubito che sia così.

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Analizziamo con calma la situazione per sommi capi.

  • Inizia con una frase fatta, una delle peggiori dei fuffaguru. Quella di uscire dalla mediocrità. Perché lui ce l’ha fatta, col petto scolpito di fuori. Partiamo maluccio.

  • L’affermazione sull’Univeristà si basa su un fatto concreto, ma snocciolato male.
    Chiunque abbia frequentato una facoltà, sa bene che c’è sempre un nutrito gruppo di elementi “guastatelli” di bambini mantenuti dai genitori, che vanno pure fuori corso volontariamente tra una serata a bere e l’altra, e soprattutto se ne escono con frasi del tipo “a me non frega un cazzo, voglio il pezzo di carta, la mia scrivania e guadagnare senza fatica per diritto”.
    Escono con questa convinzione dall’Università, e il mondo reale li prende a pizze talmente tonanti che si sente ancora l’eco, costantemente.
    Vanno in depressione, si affidano a metodi facili, insomma diventano prede dei fuffaguru.

Ecco il discorso posto da lui, male, che si basa su questi soggetti.
Tuttavia i soggetti di successo usciti dai corsi di laurea sono i primi a sapere che dopo c’è da farsi il culo.
Andate da un avvocato di successo e chiedetegli quanti anni di apprendistato a fare le fotocopie si è fatto, ad esempio.
Ma questo ovviamente a livelli di marketing non è attraente.

  • Sulla perseveranza non mi trova d’accordo.
    Si può perseverare quando hai le chiappe coperte.
    Se io ho 100k e tiro il dado 10 volte, può non uscire mai 6, posso bruciarmi tutto il patrimonio e finire sotto ad un ponte. Può succedere, succede.
    La perseveranza va applicata in altre maniere, quando un progetto fatica a decollare e ti viene di mollarlo, mentre magari devi tenere la testa bassa e darci sotto…

  • Frasi fatte sui guadagni mensili… bla bla bla…
    Puntare alle stelle? Io conosco calciatori di Serie A che i milioni che hanno guadagnato se li sono mangiati e ora tirano avanti a fare i facchini.
    Punti alle stelle, e se poi non hai il carburante per tornare sulla Terra? Chi ti salva?
    Chi si “accontenta” non è quasi mai in errore, perché ha trovato la sua dimensione.
    Con il posto fisso a 4k il Mercedes te lo compri… ah giusto, o Lamborghini o niente…

  • Le sue aziende ci sono, io stesso le ho controllate e hanno anche dei feedback molto positivi.
    Sinceramente, fossi in lui, come altri marchi punterei ad espandermi. Magari cercare location in altre città e divenire un marchio estremamente esteso.
    Ma sinceramente… io so che le palestre non se la passano bene, perché le iscrizioni sono sempre meno in un mondo di eterni pigri.

Il suo business gallette è regolare, anche il sito è tutto a norma (per quel che ho controllato).

Non è un fuffaguru, è un frontman molto folkloristico, ma le cose che sta dicendo fanno suonare alcuni campanelli d’allarme.

Stiamo a vedere come si evolve.

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Ma co quella thumbnail c’è pure bisogno di fare ulteriori discorsi?

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Ma un link per iscriversi a sto webinar? Mi avete incuriosito.

Non riuscirò mai a guardarlo ma magari una replica si

“maestro assoluto delle gallette”… :man_facepalming:t2:

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parole sue non mie :sweat_smile:

ECCO LA LIVE, vediamo come evolve la situazione

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Me lo sono visto a sezioni a ritroso, tipo il film Memento.

Ad un certo punto gli escono un paio di puttanate galattiche (mi spiace ma non so come definirle altrimenti).

La più grossa è quando uno chiede info in merito all’apertura di una agenzia funebre.
Loro scattano a molla “grande idea! C’è un business dietro incredibile! I Business borderline che non vuole fare nessuno funzionano!!!”

Puttanate.

Ho come clienti tra le maggiori agenzie funebri di Roma (e per privacy non dirò quali).
A parte che quando investono, hanno da parte delle cifre incredibili. E queste cifre provengono spesso dai genitori.
Perché molte delle realtà funebri in auge, sono tutte ereditate da famiglie che hanno iniziato nell’epoca d’oro, mettendo da parte i capitali per stabilizzarsi e mantenersi fortissimi sul mercato anche oggi.
Parliamo anche con le agenzie più piccole, e non a caso di recente una di queste non ha mancato di darci qualche numero, del tipo che con la media di morti giornalieri e il numero di agenzie aperte sul territorio, praticamente il 95% di queste rimangono a bocca asciutta.
Soprattutto perché la maggior parte di questi decessi vengono gestiti esclusivamente dalle realtà più forti, che hanno una presa solida con contatti interni in ospedali/autorità/etc per i quali vengono contattati per primi, sempre.

Ad un ragazzo che fa ancora l’università, quindi, che stracazzo gli vai a dire “siiii! business eccellente! Vai sereno!”
Ma davvero zio?

Seconda cosa: mette in fila le gallette e lo fa passare per un lavoro noioso che però è andato benissimo perché ci sono stati sotto di testa, volontà e via dicendo. Ben vengano concorrenti nel settore perché loro si sono stancati.
Tuttavia analizzano la storia (correttamente) della salita di questo business: controlli sanitari, controlli merceologici, dislocazione merci, trasporto, ingredientistica…
Tutto giusto, ma lo completano con un secco “dovete studiare prima”.

Purtroppo nel settore gastronomico questo è errato.
Si parte in genere da un’idea/piano, lo si sviluppa e si studia GRADUALMENTE lo step successivo.
Totalmente inutile farsi un pappardone di 200 ore senza applicazione immediata, anche perché in Italia le normative sanitarie cambiano di anno in anno, pertanto si richiedono aggiornamenti costanti.
La stessa HACCP necessita e fornisce corsi di aggiornamento periodici sulle procedure per tutti i tipi di operatori gastronomici. Perché un bel giorno puoi mettere le gallette sul tavolo per fare scena, il mese dopo qualcuno decide che quella è una procedura tossica, quindi quello che hai studiato è da rivedere completamente.

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E proseguiamo.

Business degli autolavaggi, altra grande idea high ticket per lavare il macchinone a chi spende.

Gli autolavaggi sono un fallimento. Le normative impongono ci sia una struttura di recupero acque sporche/nere/contaminate che praticamente nessuno rispetta perché controproducente a livello di costi.
Allo stesso tempo difficile trovare in concessione immobili da adibire all’uso, perché si necessita di unità in sezione C/3 per quanto riguarda i negozi cittadini o D/7 per impianti più grandi.
Quindi quasi impossibile che un proprietario accordi il cambio del suo negozio in affitto da C/1 a 3, poiché questo comporterebbe una perdita di valore, unita a tutti quei disbrighi normativi e strutturali per gli allacci degli impianti di raccolta acque reflue.
Magari un D/7, ma i genere si tratta di strutture grosse, magazzini, dispendiosi anche solo per le cifre di affitto.

In sostanza, quando lo recuperi sto investimento?

Ah giusto, tu poi lavi le Lamborghini a 100 Euro ogni 5 minuti.
Peccato che l’indiano che poi ti apre a fianco lo fa per 15…

Stendo un velo pietoso sul consiglio di rendere edificabile un terreno agricolo, quando queste sono decisioni che rientrano nel piano di regolamentazione generale comunale.
Quindi se hanno deciso che una zona ha raggiunto la massima cubatura, tu li manco uno sgabuzzino ci fai (mica sono stronzi quei poveracci che vendono senza successo pure 100 ettari di terreno agricolo eh…).

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Mi sento di consigliare questo video (che esce direttamente consigliato a fianco della live).

Durata video giusta ed esame perfetto delle gallette, senza critiche immotivate o altro.

Fatevi un’idea.

le GALLETTE di ALEX THEORY sono una TRUFFA?? (youtube.com)

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Partendo dal video consigliato della recensione delle gallette, sono andato a vedere altri 3-4 recensioni e i giudizi sembrano unanimi che il prezzo non vale la galletta.
E che i suoi tanti urli e televendite da tv regionali, alla fine lasciano un po’ interdetti nella realtà.

Il prodotto, dopo la viralità iniziale, sembra scricchiolare un po’, basta vedere la tendenza di interesse su google trends e vediamo il calo, scendendo al di sotto delle “normali” gallette di riso da supermercato.

Diciamocelo, sa intrattenere (a chi piace) e nell’azienda alimentare è riuscito ad avere un buon successo. Aspettiamo il bilancio 2023, che riguarda il picco ma vedremo con più interesse quello del 2024 che riguarderà il down di interesse. Le ads ci sono, sicuramente avranno investito, e vedremo nei prossimi mesi se hanno investito bene.

Concorrenza che se volesse, potrebbe annientarlo fra nuovi gusti, GDO, pubblicità e marketing. Scotti, Fiorentini, etc. Potrebbero anche aver analizzato che non c’è interesse a fare nuove linee se, idealmente, con un passaggio tv in prima serata fatturano come un anno di alex.

Annusando l’aria che tira, si sta promuovendo come formatore e antiguru. Sicuramente è meglio di tanti altri, ma personalmente questo urlare non piace, fosse anche la reincarnazione di Marchionne (amato od odiato che sia).

Interessante, che introducono (mai sentito dai guru) il concetto del lavoro e dello studio, ma alla fine del viaggio, ti possono salvare loro con i loro corsi (ma solo se sei un imprenditore).

Alla fine cercano di monetizzare il target che ormai ha nel naso la puzza dei vari dubaiguru e che magari cerca ancora dove spendere quei 5000€ annui in formazione che gli pesano in tasca.

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hanno pure lasciato gratis sul loro sito 16 ore di formazione che ho guardato, sembra ci sia del contenuto…almeno non compri a scatola chiusa guardando un webinar su yt…

Ottimo approfondimento, al quale aggiungerei anche i recenti sviluppi visti nelle varie live con Germano ospite.

Gli stessi Alex e Frank hanno optato per un cambio di rotta, passando da un “no GDO” ad un “ci tocca entrare nelle GDO”
Certo, significa mettersi in concorrenza con grossi titani che non hanno problemi di nessun tipo, e contro i quali non puoi sventolare fatturati come armi.

Ma questo è un problema di tutti i settori nell’epoca moderna.
In qualsiasi mondo uno si voglia inserire, la domanda critica è “c’è qualcuno che lo ha già fatto 100 volte meglio di te o può farlo 1000 volte meglio dopo di te?”
E la risposta è quasi sempre “si”.

C’è anche da dire che a mio avviso hanno effettuato uno snaturamento del concetto di galletta.
Si tratta infatti di alimenti prettamente dietetici, quindi che senso ha riempirli di sale oppure fare delle varianti con Nutella/Caramello/Cocco/Croccantini/M&Ms/etc etc etc?
Ti costano un’ecatombe in produzione e te le snobbano tutti gli sportivi, anzi sotto i video di queste gallette molti commenti citano “vabbé ma in pratica non faccio prima a spararmi un panino con la nutella piuttosto che pagarti le gallette?”

Ecco anche perché sul dolce la Fiorentini produce a malapena 4 gusti artefatti e poco trovabili nei supermercati (io prendo quelle al mirtillo, lo confesso, mi salvano la vita durante le notti insonni).

Non parliamo poi dello snocciolato segreto della polvere, che rende qualsiasi galletta industriale buona come le sue.

Insomma hanno raggiunto l’apice di un business che è andato anche benino e si gettano sull’infobusiness.

Ma a questo punto, da imprenditore, mi viene da fargli una domanda.
Se le gallette le propone solo su mercato nazionale (a fronte anche delle normative alimentari, HACCP, Asl e via dicendo) e iniziano a scricchiolare… perché non provare il mercato estero avendo una filiera già organizzata?

Io ad esempio sono in stretto contatto con una azienda di New York che ti fa entrare il prodotto mettendolo in regola con la FDA in tutto lo stato americano. Certo, da preventivi già fatti ad altri clienti c’è da spendicchiare parecchio, ma se ti ricavi una bella nicchietta californiana di vendita gallette made in Italy non lo potresti (ri)fare il botto?
Possibile che loro stessi che si definiscono (e sicuramente sono) imprenditori d’assalto non hanno vagliato questo tipo di espansione e non hanno contatti utili per imbastire la strada?

Segnalo questo video che recensisce, in modo molto equilibrato e pacato, la University di Theory (parte gratuita e consulenza di vendita)

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